Il vento del cambiamento

Quest’anno, da aprile a giugno, i bambini e le bambine delle classi IV e V dell’Istituto Comprensivo di Sanguinetto hanno partecipato alla realizzazione del progetto STEM

Data:

venerdì, 01 ottobre 2021

Argomenti
34.jpg

Quest’anno, da aprile a giugno, i bambini e le bambine delle classi IV e V dell’Istituto Comprensivo di Sanguinetto hanno partecipato alla realizzazione del progetto STEM.

Il percorso è stato suddiviso in molteplici laboratori che hanno visto gli alunni impegnati da una parte nella riflessione che sottostava alle motivazioni del progetto stesso; dall’altra nell’esperienza diretta attraverso attività pratiche come la costruzione di un plastico, la guida di un drone, la programmazione di un percorso per Ozobot e la realizzazione di alcune macchine solari.

I bambini si sono dimostrati curiosi, partecipi, propositivi e collaborativi. In tutti i plessi della scuola primaria si è respirato un clima di interesse e entusiasmo che mescolati insieme hanno dato valore aggiunto al percorso pensato e progettato in origine.

I laboratori pratici sono stati introdotti da un viaggio metaforico che ha condotto gli alunni a conoscere alcune delle donne che nella storia si sono distinte nel campo delle scienze: ADA LOVELACE (prima programmatrice informatica); Rita Levi Montalcini (Premio Nobel per la medicina); Margherita Hack (prima donna a dirigere l’osservatorio astronomico di Trieste); Samantha Cristoforetti (prima donna europea a comandare una base interspaziale).

Parlare delle storie di queste donne, al di là dei loro riconoscimenti ma entrando nel vivo dei lori SOGNI è stata la base su cui costruire un percorso che avesse come temi principali L’AMBIZIONE E IL CAMBIAMENTO.

Ognuno di noi ha dei talenti, a volte non sono facili da riconoscere ma interrogarsi su cosa siamo e su cosa vogliamo diventare è sempre un terreno buono su cui costruire qualcosa di straordinariamente bello.

Quando entri nell’atmosfera emozionale che avvolge un personaggio, la sua storia diventa anche la tua e questo è un passaggio obbligatorio per far sì che un progetto qualsiasi diventi un seme che porterà i suoi frutti anche dopo averlo concluso

Ci sono voluti decenni per accettare che una mamma potesse volare nello spazio e rimanere 200 giorni lontano dalla sua famiglia per fare una missione che aveva sognato da tutta la vita, eppure è successo.

 Nel suo libro, “DIARIO DI UN’APPRENDISTA ASTRONAUTA”, Samantha Cristoforetti scrive: “NON MI ASPETTAVO INTUIZIONI FOLGORANTI DALLA MIA MISSIONE NELLO SPAZIO E NÉ NE HO AVUTE. NON SO NULLA DI PIÙ RISPETTO A PRIMA SUL SENSO DELL’ESISTENZA UMANA O SULLA PRESENZA DELLA VITA FUORI DALLA TERRA. TUTTAVIA NON POSSO FARE A MENO DI PENSARE CHE QUESTA ESPERIENZA MI ABBIA AIUTATO AD ACCENTUARE LA MIA SENSIBILITÀ E ABBIA PERMESSO AL MIO CUORE E LA MIA TESTA DI SENTIRE CIÒ CHE PRIMA FORSE NON CAPIVO.

MI AUGURO CHE PRESTO TANTE DONNE E TANTI UOMINI POSSANO INIZIARE A VIAGGIARE NELLO SPAZIO, MA ANCHE FUORI, PER REALIZZARE QUEI SOGNI CHE PORTANO DENTRO DI SÈ” (…) SIAMO TUTTE STELLE CADENTI … SE DI NOTTE QUALCUNO CI VEDESSE, PROBABILMENTE ESPRIMEREBBE SU DI NOI, IL SUO PIÙ BEL DESIDERIO.”

Forse il significato più bello che siamo riuscite a dare al progetto è stato proprio questo: la tecnica da sola non basta … ha bisogno della genialità dell’uomo per creare un progresso che possa essere definito tale. MA LE IDEE SONO COME I MULINI A VENTO; GIRANO SOLO SE TROVANO UN VENTO FAVOREVOLE e forse è compito della scuola, creare le condizioni perché questo vento soffi.

Documenti