Una storia nella storia: incontro con l'Associazione “FIGLI DELLA SHOAH”- Sezione di Verona

Lunedì 2 febbraio, i bambini delle classi quinte della Scuola Primaria di Sanguinetto hanno incontrano Francesca Guerra, testimone di terza generazione dell’Olocausto e della deportazione in Italia.

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da Dirigente

del giovedì, 19 febbraio 2026

Professoressa in pensione e volontaria presso la sezione di Verona, in accordo con le insegnanti di riferimento, ha deciso di raccontare una storia familiare, emotiva ma semplice, corredata da un repertorio di foto e racconti trasversali che hanno saputo tenere alta l’attenzione dei bambini.
In un’Italia occupata dai Nazisti, la nonna di origine ebrea, ha dovuto allontanarsi dal nucleo familiare per preservare la sicurezza delle figlie, le quali hanno subito, non solo il trauma di questo congedo temporaneo dalla figura materna, ma anche tutte le conseguenze derivate dalla guerra e dalle leggi razziali, come ad esempio l’interdizione dal lavoro e dalla scuola.
In mezzo ad uno scenario di grande fragilità umana, Francesca ha ricordato ai bambini la missione di quelli che la storia definisce I GIUSTI TRA LE NAZIONI, quelli che hanno saputo immedesimarsi nel dolore degli altri e hanno avuto il coraggio di non voltare la testa dell’altra parte e di dire no a quell’INDIFFERENZA di cui hanno parlato tutti i sopravvissuti a partire da PRIMO LEVI, ANNA FRANK, LILIANA SEGRE, SAMI MODIANO e molti altri.
È stata su questa parola che si sono concentrate soprattutto le domande dei bambini nell’ultima parte dell’incontro ed è per questo al termine, è stato regalato a ciascuno un segnalibro autografato con immortalata davanti l’immagine di quel BINARIO 21, che, nella stazione di Milano, diventa un memoriale vero e proprio che ci invita ad fermarci per riflettere su quante volte, nelle azioni di tutti i giorni, ci dimentichiamo cosa significa essere umani.

Questa testimonianza voleva essere un’occasione reale per tutti di “inciampare” in una storia che si è fatta persona e che ci obbliga indirettamente ad interrogarci sul fatto che quello che si racconta nei libri è veramente accaduto.
Scegliendo dei contenuti adatti al loro target d’età e facilmente comprensibile a tutti come l’allontanamento forzato dagli affetti, anche la Shoah diventa un argomento di cui si può parlare e sul quale si può riflettere.
Spesse volte ci convinciamo che i bambini della Scuola Primaria siano troppo piccoli per comprendere molte cose; in realtà però ci dimentichiamo di ricordare che se cose che ci colpiscono da bambini sono anche quelle che più facilmente si fissano in modo indelebile nella MEMORIA.
Ed è questo il compito dei FIGLI DELLA SHOAH e della scuola: apprendere per NON DIMENTICARE.


- L’indifferenza è complice; è quell’atteggiamento che ha fatto dire a milioni di persone in tutta Europa: Io non lo sapevo… io non l’avevo capito”.
NON GIRARE LA TESTA DALL’ALTRA PARTE è UNA SCELTA: spero che queste semplici parole facciano luce sulla tua strada.

GRAZIE A FRANCESCA GUERRA e a tutte quelle persone che si impegnano ogni giorno gratuitamente per portare un po’ di luce in pagine della storia, brutte e buie come queste.