Arte da osservare, conoscere e, soprattutto, vivere. È questo l’obiettivo del progetto “Colori che raccontano: un viaggio nell’arte con il pittore Charlie”, nato dalla collaborazione tra la Scuola Secondaria di Primo Grado Albino Pasetto di Roncanova e il pittore Charlie di Bonavicina (VR) con l’intento di avvicinare gli studenti al linguaggio dell’arte attraverso un’esperienza diretta, concreta e personale.
Un percorso che si inserisce in un momento pedagogico e istituzionale particolarmente significativo: le Indicazioni Nazionali 2025 collocano infatti Arte e Immagine e Musica nell’ambito formativo dei “saperi estetici”, riconoscendo all’esperienza artistica una funzione essenziale nel curricolo del primo ciclo.
Il viaggio è iniziato il 21 settembre, nell’Aula Magna della scuola, con l’incontro tra l’artista e gli studenti delle classi prime. Charlie ha raccontato ai ragazzi il proprio percorso artistico, le esperienze che hanno stimolato la sua ricerca, le fonti della sua ispirazione e il significato di alcune delle sue opere. Un’occasione preziosa per conoscere da vicino un artista del territorio e scoprire che l’Arte non è una realtà distante o elitaria, ma uno strumento per osservare il mondo, interrogarsi, comunicare e raccontare se stessi. All’incontro hanno partecipato diverse autorità, a testimonianza dell’importanza di un progetto capace di mettere in dialogo Scuola, Cultura e Territorio. Erano presenti la Dirigente Scolastica Prof.ssa Caterina Pagano, il Consigliere regionale Diego Ruzza, il docente Franco Benassi (principale promotore dell’iniziativa), i Sindaci e gli Assessori dei Comuni di Gazzo Veronese, Sanguinetto e Casaleone e la prof.ssa Cristina Ferrazza, Dirigente dell’Ambito Territoriale 4. Pur non potendo essere presente personalmente, il Consigliere regionale Luca Zaia ha voluto far pervenire alla scuola una lettera di congratulazioni per l’iniziativa, esprimendo il proprio apprezzamento per un progetto rivolto agli studenti e dedicato alla promozione dell’Arte e della Cultura.
Il 25 settembre il percorso è entrato nel vivo con la visita alla Casa-Museo di Charlie, a Bonavicina, alla presenza del vice Sindaco di San Pietro di Morubio Giorgio Malaspina. Gli studenti hanno varcato la soglia degli spazi in cui l’artista vive e lavora, immergendosi in un ambiente ricco di dipinti, installazioni, materiali e suggestioni.
Un’esperienza particolarmente significativa, perché ha permesso ai ragazzi di osservare da vicino non soltanto le opere finite, ma anche l’ambiente e gli strumenti che fanno parte del processo creativo. Attraverso il dialogo diretto con Charlie, gli studenti hanno potuto comprendere come nasce un’opera, da dove prende forma un’idea e come questa possa trasformarsi attraverso la scelta dei colori, delle forme, delle tecniche e dei materiali.
La visita ha suscitato entusiasmo e curiosità. Le numerose domande rivolte all’artista hanno trasformato l’incontro in un vero momento di confronto, nel quale la distanza tra chi crea e chi osserva si è progressivamente ridotta.
Ed è proprio da questo incontro che ha preso avvio la fase più creativa del progetto. Ogni ragazzo ha iniziato a realizzare una propria opera, partendo da una creazione di Charlie come punto di riferimento per poi trasformarla, reinterpretarla e farla propria attraverso la sensibilità e l’immaginazione personale.
Non una copia, dunque, ma una nuova opera: un lavoro originale nato dall’incontro tra l’ispirazione dell’artista e lo sguardo di ciascuno studente.
Durante tutto il percorso, gli studenti sono stati accompagnati dall’artista e dai docenti attraverso suggerimenti, strumenti e supporto, affinché ciascuno potesse sviluppare le proprie idee e dare loro una forma visiva.
Il progetto culminerà con un’esposizione delle opere realizzate dagli studenti nell’ambito della Mostra “Giulietto Accordi” di Sanguinetto nel mese di maggio 2027.
Sarà il momento conclusivo di un viaggio fatto di colori, forme, idee ed emozioni. Un viaggio nel quale i ragazzi non saranno soltanto spettatori, ma protagonisti di un processo creativo che li porterà dall’osservazione all’interpretazione, dall’ispirazione alla realizzazione.
E così, tra un colore scelto, una forma reinterpretata e un’idea che prende lentamente corpo sulla tela, “Colori che raccontano” diventa molto più di un progetto artistico: è un’esperienza di crescita, un incontro tra scuola e territorio e un invito rivolto ai ragazzi a scoprire che, attraverso l’arte, anche la propria voce può trovare una forma.
da Dirigente
del sabato, 26 settembre 2026